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	<title>La caverna della Coscienza</title>
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	<description>Blog del caffe politico letterario</description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 May 2012 21:36:07 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Primavera araba: è tempo di governare.</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 21:36:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo La Scola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Con le sollevazioni popolari guidate da movimenti politici islamisti in Nord Africa e in Medio Oriente, ancora una volta l’occidente disquisisce sulla compatibilità tra Islam e democrazia. Prima di affrontare questo argomento “geo-religioso” è bene chiarire due concetti. Il primo è che per democrazia intendiamo quella forma di governo tipica dei paesi occidentali, anche perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><a href="http://lnx.caffepoliticoletterario.org/wp-content/uploads/2012/05/primavera-araba.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-429" title="primavera araba" src="http://lnx.caffepoliticoletterario.org/wp-content/uploads/2012/05/primavera-araba.jpg" alt="" width="130" height="87" /></a>Con le sollevazioni popolari guidate da movimenti politici islamisti in Nord Africa e in Medio Oriente, ancora una volta l’occidente disquisisce sulla compatibilità tra Islam e democrazia.</p>
<p dir="ltr">Prima di affrontare questo argomento “geo-religioso” è bene chiarire due concetti. Il primo è che per democrazia intendiamo quella forma di governo tipica dei paesi occidentali, anche perché questa è nata in questa parte del mondo e fino ad oggi non ci sono stati altri modelli che variano da questo ceppo originale. Per quanto fini intellettuali (occidentali) si siano lanciati in discettazioni puramente filosofiche sulla nascita di una nuova forma di democrazia con un nuovo tipo di partecipazione che differisca dal scegliere e concorrere a formare la classe politica chiamata a guidare una nazione, chi scrive si attiene alla definizioni testé data. Secondo concetto è che sintetizzabile nella frase di Alcide De Gasperi “Ma che c’entra la democrazia col cristianesimo?” domanda che il leader democristiano fece quando gli si propose il nome – Democrazia Cristiana appunto – da dare al partito che avrebbe retto le sorti dell’Italia per sessant’anni. Questo viene detto solo per ribadire come il rapporto tra religione e democrazia è stato sempre “complicato”.</p>
<p dir="ltr">Fatte le dovute precisazioni e premesse, veniamo all’oggetto di questo articolo: potranno svilupparsi delle democrazie nei paesi interessati dalla Primavera Araba?</p>
<p dir="ltr">Una cosa è certa, la democrazia non potrà avere radici solidi in questi paesi se non include i movimenti islamici in questa transizione. I Fratelli Musulmani in Egitto, Ennahdda in Tunisia, Islah in Yemen, questi sono i movimenti che hanno permesso la caduta dei regimi presenti in questi paesi. E’ quindi chiaro che le elezioni politiche non sarebbero legittimate se non vi partecipassero tali formazioni politiche. Però, è altresì pacifico che questi movimenti debbano ricevere durante le competizioni elettorali l’assenso degli elettori. E non si sta parlando di una semplice tornata elettorale, che dopo gli ultimi accadimenti li ha portati con facilità alla guida dei rispettivi paesi, bensì di più tornate elettorali. In breve questi movimenti, anche se non hanno una vera cultura democratica – e di questo ne siamo certi – non possono cadere nella tentazione di instaurare un regime monopartitico e/o teocratico, hanno bisogno della democrazia e questa di loro.</p>
<p dir="ltr">In Europa siamo arrivati con difficoltà ad una convivenza tra religione e democrazia: l’Islam vivrà mai la sua Riforma, come il Cattolicesimo? Avrà una Riforma che porterà ad un “Illuminismo islamico”?</p>
<p dir="ltr">Spesso si dice che i due terzi dei 300 milioni di abitanti dei paesi arabi sia sotto i 30 anni e pertanto sia scontato che questi siano a favore di un processo di democratizzazione. Ma ne siamo sicuri? Spesso abbiamo visto giovanissime generazioni essere perfettamente incardinate nel pensiero unico di una dittatura, sia che essa fosse laica o religiosa.</p>
<p dir="ltr">Pertanto qui non è importante l’età anagrafica dei manifestanti, come spesso hanno goffamente riportato i giornalisti occidentali. Bisogna capire quali sono le loro intenzioni.</p>
<p dir="ltr">Da quanto emerso il mondo arabo è spaccato al proprio interno e le varie posizioni possono essere sintetizzate in 3 categorie. I primi rifiutano la democrazia e il secolarismo considerandoli contrari a qualsiasi insegnamento religioso. I secondi credono che un ritorno alle radici islamiche possa portare una vera democrazia, intesa qui in senso “conservatrice” senza mettere in discussione la sovranità della religione: in poche parole una specie di teocrazia, dove i leader religiosi rappresentano il vertice.  I terzi vorrebbero una reinterpretazione dell’Islam per renderlo compatibile con la democrazia.</p>
<p dir="ltr">C’è, però, del sano realismo politico nelle mosse di questi movimenti politici durante il periodo di interdizione dalla vita politica del proprio paese e durante le rivolte. Spesso si sono accreditati all’estero, oppure hanno intrecciato relazioni con partiti laici con cui condividevano la marginalizzazione politica. Inoltre la realpolitik li dovrà guidare nelle relazioni con gli Stati Uniti, non potranno ancora appellarsi ad un sentimento antiamericano o peggio antisraeliano, non li gioverebbe. Non sarà un caso che i Fratelli Musulmani abbiano intrecciato stretti rapporti col mondo democratico USA. A ciò si aggiunga un’attenzione alla mediazione politica all’interno dei propri stati: questi movimenti non controllano l’esercito, legato ai vecchi regimi che hanno scalzato, così come non hanno nessuna influenza sui centri religiosi. La mediazione dovrà essere la parola d’ordine.</p>
<p dir="ltr">A tutto ciò va aggiunto che questi dovranno affrontare e varare piani economici di non poco conto, vista la situazione in cui versano le economie di questi Stati. Va ricordato che molti dei manifestanti erano semplicemente lì perché disoccupati.</p>
<p dir="ltr">Possiamo concludere che un compito complesso attende le forze islamiste che guidano i paesi della Primavera araba. Saranno all’altezza?</p>
<p dir="ltr">
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		<title>MOVIMENTO “LE PROFESSIONI PER L’ITALIA” &#8211; MANIFESTO</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 18:41:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio de Tilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[La società civile non è più governata dai valori, ma è governata dalle logiche del mercato. La cultura è sostituita dalla ideologia del mercato, e il lavoro intellettuale – come è quello dei professionisti – è diventato nella configurazione sociale un prodotto, a tal punto che si pretende che la prestazione intellettuale venga identificata alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><a href="http://lnx.caffepoliticoletterario.org/wp-content/uploads/2012/05/professioni.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-426" title="professioni" src="http://lnx.caffepoliticoletterario.org/wp-content/uploads/2012/05/professioni.jpg" alt="" width="106" height="80" /></a>La società civile non è più governata dai valori, ma è governata dalle logiche del mercato. La cultura è sostituita dalla ideologia del mercato, e il lavoro intellettuale – come è quello dei professionisti – è diventato nella configurazione sociale un prodotto, a tal punto che si pretende che la prestazione intellettuale venga identificata alla stregua di una merce.</p>
<p dir="ltr">Abbiamo due “elefanti” nella nostra società che con la loro grande mole abbattono ogni ostacolo al proprio cammino, compresa la cultura che è diventata un fatto marginale. Un primo elefante è lo Stato. È oggi inutile parlare di democrazia e di bene pubblico. Chi va al Governo lo fa per esercitare un potere accentratore e personale. Si è diffusa anche in questo paese una visione statocentrica che favorisce l’uso personale del potere pubblico.</p>
<p dir="ltr">Il secondo elefante è il mercato, che vuole imporre a tutti un modello ispirato esclusivamente al profitto. I cittadini sono “educati” ad uniformarsi ad uno stile di vita che coincide con una visione meccanicistica. Si è riusciti, attraverso una deformata informazione e una manipolata comunicazione, a fare in modo che la gente viva come il mercato vuole.</p>
<p dir="ltr">Il fatto di stabilire che una società deve essere ispirata a principi mercatisti e l’economia deve prevalere sui valori civili e sulle persone, ha determinato una trasformazione deteriore del capitalismo. Il capitalismo nella concezione originaria era rivolto essenzialmente allo sviluppo della produzione e dell’economia di un Paese.</p>
<p dir="ltr">Cos’è diventato oggi il capitalismo? Il capitalismo si fa ospitante, non sviluppa più i fondamentali del lavoro e del capitale ma corrode e sfrutta le radici dello sviluppo fino ad annientarle. E poi si trasferisce sul terreno di un altro soggetto ospitante per continuare la propria opera. Il capitalismo è diventato parassitario e, in tale modo, sviluppa ed incrementa il capitalismo finanziario.</p>
<p dir="ltr">Con tutte le connesse “bolle” e la vertiginosa speculazione derivante da “subprime”, derivati e furberie che arricchiscono pochi soggetti speculatori.</p>
<p dir="ltr">C’è una trasformazione progressiva dell’idea di cultura dalla sua concezione originaria di ispirazione illuministica ad uno strumento di opportunismo e di guadagno. Una sostanziale emarginazione dell’intelligenza che viene annientata dai poteri forti che promuovono l’emancipazione dei mercati senza valori e senza regole.</p>
<p dir="ltr">Che cosa si sta tentando di fare nell’intreccio perverso tra politica ed economia?</p>
<p dir="ltr">Si tende anzitutto a estraniare qualsiasi fattore etico. Tagliando le gambe ai valori sociali e introducendo solo competitività di prezzi e di prodotti, nell’ottimizzazione dei risultati di un tale discutibile ed involuto sistema. Non si parla più di radici, mentre quando si pensa al futuro dobbiamo pensare prima alle radici. Al posto delle radici abbiamo le “ancore” in una società che è diventata un mare aperto e insicuro. L’individuo è diventato consumatore, e lo Stato non è più il padre di famiglia che protegge la persona. Lo Stato è diventato il divoratore e distruttore dell’essenza dell’individuo. Incoraggia l’individuo a contrarre debiti e lo Stato a sperperare.</p>
<p dir="ltr">Come può l’Italia uscire da una crisi quando c’è un debito sovrano di 1900 miliardi di Euro che si è man mano costituito per effetto di corruzioni, evasioni, sprechi, appropriazioni del bene pubblico? Si sono susseguite inutili manovre economiche che tutto riducono tranne il debito sovrano. E c’è in generale una spinta per indurre il privato a indebitarsi, per godere meglio del benessere. Un benessere collegato all’utilizzo di tutti gli strumenti del consumismo che hanno cambiato negativamente l’individuo.</p>
<p dir="ltr">L’assenza di etica è il punto più alto della nostra denuncia.</p>
<p dir="ltr">Con le liberalizzazioni selvagge si sta demolendo la natura intellettuale dell’attività professionale. Il discorso è partito con la spinta dei poteri economici ed è proseguito con le indebite ingerenze e la subordinazione della politica alle direttive dei poteri forti.</p>
<p dir="ltr">Si parte da un errore macroscopico che va corretto. Le professioni non possono, infatti, essere assimilate alle imprese, né sono assoggettate alle garanzie della concorrenza. È forte il contrasto genetico e strutturale tra le regole delle professioni e le regole dell’impresa. È profonda la disomogeneità tra le due attività. Perseguendo la sua finalità, la visione mercantile tende a sopraffare la identità del lavoro dei professionisti.</p>
<p dir="ltr">Il professionista, espressione di valori civili del mondo del lavoro, non può essere collegato a principi e meccanismi che riguardano le imprese, spesso prive di etica e senza i valori dell’indipendenza, della dignità e del decoro. La Corte Europea di giustizia ha più volte riconosciuto l’indipendenza, l’assenza di conflitti, il segreto professionale e la confidenzialità quali valori fondamentali delle professioni.</p>
<p dir="ltr">L’importanza di una condotta etica, del mantenimento della confidenzialità con i clienti e di un alto livello di conoscenza e di formazione, impone sistemi di autoregolamentazione identitaria e tradizionale quali quelli sanciti dagli ordinamenti che non possono ispirarsi alle attività economiche e, di conseguenza, all’articolo 41 della Costituzione.</p>
<p dir="ltr">La specificità di ciascuna delle attività professionali, con la rilevanza degli interessi coinvolti, determina che qualsiasi proposta di revisione degli ordinamenti non debba contrastare con l’identità dei professionisti e deve, peraltro, essere “concertata” con la partecipazione delle rappresentanze di categoria.</p>
<p dir="ltr">Se le professioni dovessero perdere la propria identità verrebbero volgarizzate e perderebbero il loro carattere e valore costitutivo. Subentrerebbe il caos e il mercantilismo professionale per dar luogo ad una perdita di qualità con livellamento verso il basso.</p>
<p dir="ltr">Si è più volte denunciato che qualsiasi indirizzo legislativo rivolto a considerare imprenditore il professionista finirà per sopprimere nella sostanza tutto il settore delle libere professioni.</p>
<p dir="ltr">E ciò in controtendenza. Non vi è, infatti, alcun dubbio che l’unica forma di lavoro che ha rappresentato negli ultimi anni un’alternativa seria e completa al lavoro tayloristico (industriale) è quella professionale, ossia l’attività espletata nell’ambito di una professione intellettuale riconosciuta. E ciò perché il lavoro professionale corrisponde a principi antitetici al modello tayloristico: a) è dotato di completa autonomia e indipendenza; b) è caratterizzato dalla completezza dell’operazione; c) si basa su conoscenze tecnico-scientifiche che ne fondano la natura intellettuale.</p>
<p dir="ltr">Una modernizzazione delle professioni non implica che il quadro normativo e ordinamentale vada sconvolto e che i professionisti debbano alterare profondamente la propria funzione diventando imprenditori e acquisendo capitali di terzi al fine di “ingigantire” la propria organizzazione e monopolizzare, per altro, offerte di servizi. Non è, quindi, possibile che, per malintese esigenze del mercato, i professionisti perdano la propria identità. Il valore che essi rappresentano va, infatti, salvaguardato e può assimilarsi ad un prisma esagonale rappresentato dalla natura intellettuale della prestazione, dal rapporto fiduciario con il cliente, dall’elevato grado di affidabilità, dalla tenuta etica dei comportamenti, dal prestigio del ruolo sociale e infine dagli influssi pubblicistici delle funzioni. Si è detto opportunamente che una eventuale alterazione del sistema professionale accrescerebbe il disagio e il disorientamento di tutti coloro che, nell’ambito del gruppo sociale delle professioni, contribuiscono da tempo allo sviluppo economico e civile del Paese.</p>
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		<title>2021 Nuova era</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 15:15:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Livrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanza]]></category>

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		<description><![CDATA[Così come Orwell nel suo romanzo 1984 scriveva sull’aberrazione della manipolazione delle masse e della suddivisione del mondo in tre macrostati, l’Oceania, l’Eurasia e l’Estasia, oggi in “2021 nuova era” vengono sostituiti dall’America, l’Europa ed i paesi Asiatici. Queste tre realtà geopolitiche hanno in comune il principio dell’oligarchia e dell’allontanamento del cittadino dalla partecipazione alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong><a href="http://lnx.caffepoliticoletterario.org/wp-content/uploads/2012/04/burratinaio3.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-417" title="burratinaio" src="http://lnx.caffepoliticoletterario.org/wp-content/uploads/2012/04/burratinaio3.jpeg" alt="" width="226" height="223" /></a></strong></p>
<p style="text-align: left;" align="justify">Così come Orwell nel suo romanzo 1984 scriveva sull’aberrazione della manipolazione delle masse e della suddivisione del mondo in tre macrostati, l’Oceania, l’Eurasia e l’Estasia, oggi in “2021 nuova era” vengono sostituiti dall’America, l’Europa ed i paesi Asiatici. Queste tre realtà geopolitiche hanno in comune il principio dell’oligarchia e dell’allontanamento del cittadino dalla partecipazione alla gestione della <em>res publica</em>.</p>
<p style="text-align: left;" align="justify">Le guerre sono ormai uno strumento obsoleto che viene sostituito dal controllo dell’economia mondiale (come già scritto <a href="../finanza/i-signori-della-finanza">http://lnx.caffepoliticoletterario.org/finanza/i-signori-della-finanza</a>), aiutato dalle sofisticate tecniche d’ipnosi “conversazionale” di massa. Non più la violenza fisica, ma viene utilizzata quella psicologia, che risulta essere più pericolosa. Il mondo è sull’orlo del baratro, i vostri figli non hanno futuro, noi salveremo le Nazioni con rigore, risparmio, sacrifici e sacrifici ma soprattutto cancellando tutti i diritti acquisti dai nostri bisnonni, nonni e genitori negli ultimi 150 anni di storia. Bastano queste parole ed azioni perché i nostri Oligarchi fra di loro si complimentano vicendevolmente per le loro capacità di saper evitare che il mondo crolli. I mercati recuperano in pochi giorni, cancellando con una rapidità supersonica quanto era crollato negli anni a causa di una incapacità dell’arte di regnare, non dimentichiamolo, dei Governanti. Tutti i mercati risalgono, anche, grazie ai miliardi iniettati nel sistema finanziario stampando cartaccia dalla BCE e prestati alle banche per stimolare la ripresa, che poi vengono utilizzati per comprare titoli di stato a rendimento tre o quattro volte superiore al tasso di indebitamento raddrizzando cosi i propri bilanci fallimentari.</p>
<p style="text-align: left;" align="justify">E il cittadino?</p>
<p style="text-align: left;" align="justify">Alcuni si suicidano (ma sono “poca cosa” rispetto all’opera di salvataggio delle Nazioni), altri sono costretti non ad evadere le tasse, ma a non pagarle per sopravvivere pronti a diventare ancor più schiavi del sistema appena verranno rintracciati dall’Agenzie delle Entrate per essere messi alla gogna dalla sanzione pecuniaria prevista.</p>
<p style="text-align: left;" align="justify">In Italia lo spread Bund\Btp venerdì 27 Aprile chiude a poco più di 401 punti facendo svanire l’effetto Monti. Malgrado l’utilizzo delle tecniche d’ipnosi “conversazionale” del Tesoro, questo continua a sostenere che non c’è nessun problema di finanziamento, anche se il rendimento dell’asta obbligazionaria a tre anni del 12.4.12 è passato dal 2,76% dell’ultima al 3,89% sapendo anche che la Bce ha prestato liquidità alle banche italiane all’ 1% per, ma guarda un po’, per tre anni ……..</p>
<p style="text-align: left;" align="justify">Ma alla fine cosa accadrà, quando questi fiumi di cartaccia dovranno essere restituiti con denaro vero? Forse saranno restituiti sottoponendo il Popolo ad ulteriori tasse perchè “il mondo è sull’orlo del burrone i nostri figli non hanno futuro ed i tecnici dei tecnici  salveranno le Nazioni con rigore, risparmio, sacrifici e sacrifici ma soprattutto cancellando tutti i diritti acquisti dai nostri bisnonni, nonni e genitori negli ultimi 151,152 o forse 160 anni di storia.”</p>
<p style="text-align: left;" align="justify">Oppure sarà pagata dalla mancata spesa previdenziale, essendo morti tutti i lavoratori che, malgrado la Costituzione, sono stati costretti a lavorare fino a 90 anni per creare lavoro ai figli  50enni senza lavoro? O forse costringendo le famiglie di quegli imprenditori che si sono suicidati, tramite una nuova legge, ovviamente retroattiva di  40 anni, visto che lo status giuridico di suicidio per il diritto italiano non è al momento un reato, a pagare  una multa per tale nuovo reato. Inutile porre l’accento che un’ulteriore legge abrogherà l’art.580 del codice penale che punisce severamente l’istigazione al suicidio così come fu fatto per l’art. 603 del cp con il plagio.</p>
<p style="text-align: left;" align="justify">Se il rimborso non sarà possibile cosa avverrà delle banche mondiali che ad oggi usando il 20 percento di leva, ed nell mondo ad oggi sembra ci sia una sola banca al disotto del 20%, rischieranno con  una semplice perdita del 5% di restare privi del capitale.</p>
<p style="text-align: left;" align="justify">Non vorrei essere nei panni di quella banca Tedesca che ha una leva del 62% o di quella Francese con il 63% o di quelle Svizzere.</p>
<p style="text-align: left;" align="justify">Per quanto concerne le banche italiane, mi sento più sereno perché essendo conservative non dovrebbero aver utilizzato una leva intorno al 20%, ma soprattutto rasserenato dalle assicurazioni  del  ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, che nei prossimi giorni  troverà una disponibilità da parte dei vertici delle banche per un anticipo di 20-30 miliardi per onorare i crediti vantati dalle imprese nei confronti della pubblica amministrazione.</p>
<p style="text-align: left;" align="justify">Dopo che il Consiglio dei Ministri ha approvato il Documento di Economia e Finanza (DEF) che include il Programma Nazionale delle Riforme il nostro Primo Ministro Monti , in una conferenza stampa, mentre combatte per evitare che l’Italia abbia un destino drammatico come quello della Grecia con il decreto salva Italia, anche se siamo nel pieno della crisi e non crescita  ribadisce l’importanza di andare avanti con le riforme.</p>
<p style="text-align: left;" align="justify">In Germania l’ex ministro della giustizia Herta Däubler-Gmelin  in una intervista rilasciata allo Der  Spiegel preannunciava la volontà di avviare un ricorso contro il trattato fiscale ed il Fondo permanente di salvataggio (ESM)  presso la Corte costituzionale tedesca per conto della campagna. Più democrazia anche per evitare che l’Europa venga gestita solo da un governo di élite e non da quelli nazionali. Che panorama……….</p>
<p style="text-align: left;" align="justify">Ritornando ad Orwell, per fare interventi del genere devi sapere quali leve usare per operare il cambiamento. Il complimentarsi a vicenda, anche se ad oggi non sono state prese grandi risoluzioni strutturali e durature, se non quelle di prospettare ai Popoli tremende catastrofi se ci si crede, ed ecco la spiegazione dell’arroganza con la quale si modificano le regole, sicuramente funziona e sicuramente sarai appropriato. Ma per quanto tempo?</p>
<p style="text-align: left;" align="justify">Senza voler parlare della massima “Risparmio,rispamio, risparmio “che oggi sta facendo isolare dal resto dell’Europa la Merkel  e mettendo a serio rischio anche il nostro Primo Ministro Prof.Monti (ed anche su questo eravamo intervenuti:<a href="../finanza/risparmio-risparmio-risparmio">http://lnx.caffepoliticoletterario.org/finanza/risparmio-risparmio-risparmio</a>).</p>
<p style="text-align: left;" align="justify">Terminando mi approprierò di una affermazione di Orwell: Tutto si confondeva in una nebbia. Il passato era cancellato, la cancellatura era stata dimenticata, e la menzogna era diventata verità.</p>
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		<title>Risorgimento!</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 14:38:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo La Scola Perché l’Italia non ha mai avuto un movimento di rottura, un evento in cui si rigenera la Nazione tutta? Meglio, usiamo il termine che più compete al concetto che vogliamo esprimere: perché l’Italia non ha mai avuto nel corso della sua millenaria storia una rivoluzione? Perché non abbiamo mai avuto un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo La Scola</p>
<p><a href="http://lnx.caffepoliticoletterario.org/wp-content/uploads/2012/04/risorgimento-italiano1.jpg"><img class="alignleft" title="risorgimento-italiano1" src="http://lnx.caffepoliticoletterario.org/wp-content/uploads/2012/04/risorgimento-italiano1.jpg" alt="" width="376" height="294" /></a>Perché l’Italia non ha mai avuto un movimento di rottura, un evento in cui si rigenera la Nazione tutta? Meglio, usiamo il termine che più compete al concetto che vogliamo esprimere: perché l’Italia non ha mai avuto nel corso della sua millenaria storia una rivoluzione? Perché non abbiamo mai avuto un evento storico importante come quello francese del 1789, o quello americano del 1776? Siamo anche disposti ad abbassare il tiro e mettere da parte una rivoluzione intesa in senso classico ed optare per un semplice «evento rivoluzionario».</p>
<p>Molti potrebbero rispondere che il nostro Paese ha vissuto un evento importante come il Risorgimento. Ma la storiografia è unanime nel considerare quell’evento storico, importante per carità, frutto di un’abile politica machiavellica. Già Machiavelli, un filosofo/politico il cui pensiero viene erroneamente sintetizzato con l’aforisma “il fine giustifica i mezzi”. E’ bene ribadire in primo luogo che questa proposizione non è stata mai scritta dal saggio fiorentino, in secondo luogo il suo pensiero è stato travisato da coloro che desideravano arrivavano al potere e di mantenerlo. Ma il potere bisogna anche saperlo usare, per questo si consiglia di leggere tutto Il Principe di Macchiavelli e di farlo con attenzione.</p>
<p>A parte disquisizioni meramente teoriche, torniamo al quesito iniziale: perché non abbiamo mai avuto un evento rivoluzionario in Italia? Cosa comporterebbe un evento simile? Ovvio, un cambiamento. Ciò significa che gli assetti sociali, politici ed economici del nostro Paese dovrebbero cambiare. Eppure oggi qualsiasi forza politica italiana si dice favorevole al cambiamento, pronta ad intavolare discussioni tra le parti, tavole rotonde, disegni di legge bi-partisan, cabine di regie ecc. Insomma cambiare tutto per non cambiare niente, come ebbe a dire un eccentrico nobile siciliano, oppure per dirla con De Andre “prima pagina, 20 notizie, 21 ingiustizie, lo Stato che fa? Si costerna, si indigna, si impegna, poi getta la spugna con gran dignità”.</p>
<p>Eppure, a parte le divagazioni che abbiamo appena scritto, lo chiediamo per l’ultima volta, perché l’Italia non ha avuto, in tutta la sua storia – da Roma ad oggi – una sola vera rivoluzione? La risposta più bella, e quindi vera è stata data da Umberto Saba in Scorciatoie e Raccontini “Gli italiani sono l’unico popolo (credo) che abbiano, alla base della loro storia (o della loro leggenda) un fratricidio [Romolo e Remo]. Ed è solo col parricidio (uccisione del vecchio) che si inizia una rivoluzione. Gli italiani vogliono darsi al padre, ed avere da lui, in cambio, il permesso di ucciderei fratelli”.</p>
<p>Purtroppo chi scrive non è poetico come Umberto Saba, ma una cosa mi sia permessa di aggiungerla. Questo Paese e i suoi abitanti ovviamente hanno una particolare devozione all’involuzione, intesa non solo come regressione ma anche come tortuosità. Quest ultimo concetto è il nostro preferito: con i concetti tortuosi e ambigui giochiamo, con essi diciamo tutto e niente e permettono di nascondere il nostro immobilismo. Una volta i vecchi di oggi che volevano cambiare il mondo, gridavano slogan come “l’immaginazione al potere”. Ecco, cerchiamo di avere meno immaginazione e cambiare concretamente le cose senza chiedere il permesso a chi le cose non le ha sapute cambiare.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lex Romana de Imperio!</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 14:57:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Livrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[Scritto da Avv.Aldo Minghelli L’AVVOCATO GUIDA IL POPOLO, PERCHE’ DAL POPOLO VIENE E AL POPOLO DA VOCE, QUANDO DEVE CONTRAPPORSI AL POTERE CHE NE ESAUTORA LE PREROGATIVE… &#160; &#160; Lo andavo ripetendo tempo fa, con un discorso a tema macroeconomico che nessuno sembrava capire o voler capire. La sfida globale è persa per il Welfare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scritto da Avv.Aldo Minghelli</p>
<p>L’AVVOCATO GUIDA IL POPOLO, PERCHE’ DAL POPOLO VIENE E AL POPOLO DA VOCE, QUANDO DEVE CONTRAPPORSI AL POTERE CHE NE ESAUTORA LE PREROGATIVE…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://lnx.caffepoliticoletterario.org/wp-content/uploads/2012/04/oklex.jpg"><img class="size-medium wp-image-393 alignleft" title="oklex" src="http://lnx.caffepoliticoletterario.org/wp-content/uploads/2012/04/oklex-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Lo andavo ripetendo tempo fa, con un discorso a tema macroeconomico che nessuno sembrava capire o voler capire. La sfida globale è persa per il Welfare State europeo. Qualche mente sadica o troppo teorica &#8211; il che spesso vuol dire lo stesso &#8211; penserà che l’unico modo per far sì che il mercato europeo sia competitivo a livello globale, sarà quello di ridurre o escludere i diritti quesiti della realtà europea. Questo pensavo&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci siamo arrivati. Un gruppo di teorici – Bocconiani! &#8211; credono che la panacea dei mali occidentali sia schiacciare i diritti già concessi alla popolazione, storicizzati, diritti di libertà, per renderla nuovamente malleabile, schiava – scusate &#8211; produttiva! Eppure esisteva un&#8217;altra via. Quella contrattuale, di cui e&#8217; maestro l&#8217;Occidente Giuridico, la strada che percorre la Germania.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nei miei pensieri macroeconomici indicavo invece questa via, quella dell&#8217;imposizione autoritaria, come quella che avrebbe fatto deflagrare noi, deflagrare il CONFLITTO SOCIALE. Sta accadendo. L’altra era rendere cosciente la popolazione della necessità di un cambiamento di rotta, un new deal in cui tutti si assumessero le proprie responsabilità, accettando di guadagnare di meno, di pagare di più e con maggiore onestà, di essere ritenuti degni e autorevoli, non in base alla ricchezza, ma in base alla dedizione al lavoro, alla capacità personale. Una società Star Treck, mi si passi la battuta, dove le distinzioni di ruolo sono segnalate dal colore di un abito e quelle di prestigio, valutate continuamente sul campo… Evidenziate quali talenti… Sapevo tuttavia che era la via più difficile… Perché pretende intelligenza, comprensione profonda dei problemi, capacità di eclissare il mastodontico io dell’era contemporanea in favore della necessità di non esclusione sociale. LORO, si LORO, non credono in NOI… Ed è per questo che ci impongono la via più facile, più sbrigativa… Che svantaggia noi in loro favore, che consente loro di immaginarsi padroni dello scettro che ci agitano contro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il brutto è che credono di poterlo fare senza nemmeno attendere quel lento declino della Borghesia che avrebbe suggerito la necessità, teorici del Capitale più teorici di chi l&#8217;ha scritto, esautoratori di diritti senza che un affievolimento o una sottrazione di diritti sia discussa, resa impellente e necessaria, dalla realtà. Appunto, credono di poterlo fare per decreto, come se a tutti fosse chiara la necessità ed urgenza. Appunto non discutono, perche&#8217; sia chiaro che LORO, si&#8217; LORO, non rinunciano a nulla! E c’e’ chi glielo lascia fare. Presunti politici, presunti cristiani, presunti centristi che coprono la volontà dei potentati con il loro assenso e scoprono un’innata tendenza all’obbedienza inaudita da parte loro… Perche&#8217;?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ho apprezzato Guido Alpa – proprio lui &#8211; nel corso della manifestazione OUA di Roma. Abbiamo tutti qualcosa da dire, ma non è il caso di parlare uno sopra all’altro. Il rischio è non comunicare nulla e prestare il fianco a chi vorrebbe dire che non abbiamo nulla da dire. Ho apprezzato Guido Alpa perché dopo aver tanto taciuto, forse per un’innata inclinazione a sopportare propria di certi caratteri, sicuramente del suo, ha finalmente chiesto aiuto, chiaramente, se pur in maniera garbata, rivelando di aver tentato di parlare ma di non aver trovato aperto, di aver chiesto udienza e di essere stato lasciato ad attendere in anticamera. Il Re non vuole ricevere il nostro Alfiere, nessuno dei nostri. Per un profilo come quello di Alpa è l’annuncio di qualcosa di più di uno schiaffo. E’ l’annuncio del fallimento di ogni mediazione da parte di chi della mediazione ha fatto un fortunato credo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci hanno minacciato mari e ora vorrebbero che si continuasse a tacere… “In Fondo”, immagino diranno, “vi rendete ben conto che non e’ successo nulla” ed ora siete invitati a discutere&#8230; Sì, rispondiamo NOI. Certo! Perché TUTTO era già successo…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’ACCESSO alla GIUSTIZIA è già stato negato, richiedere Giustizia costa, anche a chi non e&#8217; povero e non offre garanzie. E&#8217; diventato affare per ricchi. La strada per annientare la libertà e l’indipendenza dell’Avvocatura – e della Borghesia – imboccata… Ci hanno uccidono negandoci quel che ci spetta, a noi che viviamo del nostro lavoro, e imponendoci di pagare, sempre di più…</p>
<p>Ci uccidono inserendo le società di capitali a socio maggioritario (o minoritario) di capitale… Che, avendoci sottratto il capitale stesso, sarà necessariamente altro, diverso, meglio, ALIENO da noi, dal nostro credo deontologico, dalla nostra professionalità… Che va ben oltre la mercificazione del servizio, che non crede ai criteri di mercato… NON DEVE CREDERCI.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I più lucidi, in questa situazione, mi sembrano i Greci che assaltano il Parlamento o chi va ripetendo che loro – LORO &#8211; sono l’un per cento, noi il 99%..</p>
<p>C’e’ di nuovo una netta contrapposizione storica tra chi tenta di far capire e chi vuole anestetizzare la coscienza, tra chi vuole sottomettere utilizzando la buona fede altrui e chi non vuole che la buona fede altrui – e la propria – venga sottomessa!</p>
<p>C’e’ di nuovo nell’aria un sentore dell&#8217;esistenza di un blocco di sfruttatori che devono misurarsi con la coscienza boccheggiante degli sfruttati, in nome della fratellanza, dell’uguaglianza, della libertà. Fatti come quelli che andiamo descrivendo non stanno accadendo – o sono all’inizio del processo – in nazioni di comune cultura europea, in Francia, in Germania, in Spagna…</p>
<p>NON CI ASCOLTANO, perché sanno che abbiamo ragione.</p>
<p>NON CI RISPONDONO, perché sanno che non saprebbero COSA risponderci…</p>
<p>Sono induriti e impagliati e, se pur onesti, senza cuore! Non sanno parlare a tutti perché si sentono unici, non sanno parlare alla gente comune perché si sentono migliori.</p>
<p>Ma migliore e&#8217; chi immagina soluzioni per tutti, potente e&#8217; chi le immagina per se stesso.</p>
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		<title>La vita non è che un ombra che cammina</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 10:45:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Livrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanza]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Il 26 marzo in un nostro articolo intestato Risparmio,risparmio,risparmio  esprimevamo qualche dubbio, dopo 18 giorni : mentre l’Italia festeggia il  “positivo” collocamento dei bot trimestrali ed annuali ,anche se con un notevole aumento dei rendimenti a tre mesi dallo 0,49%  di marzo all’1,24% e ad un anno dall’1,40% al 2,84%, il Premier Spagnolo Mariano Rajoy invita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft" title="MACBETH" src="http://lnx.caffepoliticoletterario.org/wp-content/uploads/2012/04/MACBETH-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" />Il 26 marzo in un nostro articolo intestato <a href="http://lnx.caffepoliticoletterario.org/finanza/risparmio-risparmio-risparmio">Risparmio,risparmio,risparmio </a> esprimevamo qualche dubbio, dopo 18 giorni :</p>
<p>mentre l’Italia festeggia il  “positivo” collocamento dei bot trimestrali ed annuali ,anche se con un notevole aumento dei rendimenti a tre mesi dallo 0,49%  di marzo all’1,24% e ad un anno dall’1,40% al 2,84%, il Premier Spagnolo Mariano Rajoy invita a maggiore cautela quando si parla di Spagna risentito da presunte affermazioni ,attribuite dalla stampa al nostro Presidente Monti, che avrebbe addossato alla crisi  Spagnola la responsabilità dell’allargamento degli spread Btp\Bund a 404 (oggi a 375 anche grazie all’aumento di quello decennale Tedesco ad 1,80%).</p>
<p>Smentita immediata del Prof.Monti  che, ipnotizzato dall’ottovolante Btp\Bund, non commenta   le cause originarie.  Adirato anche dalle critiche rilasciate in un’ intervista  al Financial Times dalla Presidente di Confindustria Marcegaglia che ha bollato il nuovo testo della riforma del lavoro come &#8220;very bad&#8221;, il Prof. bacchetta in replica in una intervista al Tg1 sottolineando come tre mesi fa la Confindustria non avrebbe neppure osato sperare in un simile DDL .</p>
<p>La Fornero ,che questa volta non piange, ammonisce la Marcegaglia per questa &#8216;cattiva pubblicità&#8217; all&#8217;estero per tali affermazioni.</p>
<p>Tutto cio mentre: in Spagna il rapporto debito pubblico\Pil si attesterà al 79,8% superando di gran lunga il 68,50%del 2011 e il 60% auspicato dal’UE per il 2012.</p>
<p>In Francia i conti con l’estero peggiorano registrando una crescita del deficit della bilancia commerciale con un saldo con un disavanzo di 6,4 mld ed una differenza, rispetto al mese precedente di 0,8 mld, degli scambi verso il resto del mondo.</p>
<p>In Germania la Merkel, che è intervenuta con 700 mld di euro fino ad ora per il fondo di salvataggio, viene sollecitata dalla Francia ,come asserito dal Die Tageszeitung ,ad intervenire con 1000 mld di euro per salvare ,in caso di emergenza, la Spagna e l’Italia seppure gli addetti ai lavori pensano che saranno necessari a tal fine almeno 1500 mld  di euro.</p>
<p>Alla Francia e alla Germania prendere atto di tale realtà.</p>
<p>Shakespeare nel  Machbeth recita : Spengiti, spengiti breve candela! La vita non è che un&#8217;ombra che cammina, un povero commediante che si pavoneggia e si agita, sulla scena del mondo, per la sua ora, e poi non se ne parla più; una favola raccontata da un idiota, piena di rumore e di furore, che non significa nulla.&#8221;</p>
<p><strong>I nostri dubbi rimangono invariati!!!</strong></p>
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		<title>La Giustizia è un bene pubblico</title>
		<link>http://lnx.caffepoliticoletterario.org/giustizia/la-giustizia-e-un-bene-pubblico/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 18:57:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio de Tilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il “bavaglio all’avvocatura” è uno dei modi posti in essere da alcuni esponenti della politica italiana per pregiudicare i diritti dei cittadini. Le liberalizzazioni selvagge rischiano di incidere negativamente sull’etica della difesa e sulla legalità del processo. Il Governo Monti – confondendo economia e giustizia – pone in essere una politica che, invece che far [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="internal-source-marker_0.573440006577466" dir="ltr"><a href="http://lnx.caffepoliticoletterario.org/wp-content/uploads/2012/04/oua-03.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-363" title="oua-03" src="http://lnx.caffepoliticoletterario.org/wp-content/uploads/2012/04/oua-03-300x208.jpg" alt="" width="300" height="208" /></a>Il “bavaglio all’avvocatura” è uno dei modi posti in essere da alcuni esponenti della politica italiana per pregiudicare i diritti dei cittadini. Le liberalizzazioni selvagge rischiano di incidere negativamente sull’etica della difesa e sulla legalità del processo.</p>
<p dir="ltr">Il Governo Monti – confondendo economia e giustizia – pone in essere una politica che, invece che far crescere, cancella la giustizia e assegna agli avvocati una funzione mercantile che è estranea alla cultura del nostro paese.</p>
<p dir="ltr">Si all’efficienza, si all’eliminazione degli sprechi, no alla cancellazione della funzione costituzionale dell’avvocatura, no ai risparmi per la giustizia sul territorio, no alla rottamazione della giustizia.</p>
<p dir="ltr">Non possiamo che concordare con coloro che, a ragione, riaffermano l’assoluta centralità della giurisdizione pubblica.</p>
<p dir="ltr">Il diritto di difesa non va “imbavagliato” con norme processuali che esprimono un inaccettabile sospetto nei confronti del difensore. La Commissione Giustizia del Senato ha opportunamente cancellato alcune norme di lesione del diritto di agire del cittadino (quali la sanzione alla prima udienza per chi non si è costituito nella procedura conciliativa, la istanza per la trattazione della causa in appello e in cassazione per evitare l’estinzione del processo etc.).</p>
<p dir="ltr">Abbiamo inoltre espresso più volte il dissenso dell’Avvocatura al decreto legislativo sulla abrogazione ed accorpamento degli uffici non circondariali dei giudici di pace, se i Comuni non provvedono ad accollarsi le spese di sede e di funzionamento.</p>
<p dir="ltr">È proprio tale formulazione della delega che ne inficia la finalità. Delle due, l’una: o gli uffici da abrogare sono inutili ed allora non si capisce perché sia stata fissata la possibilità di accollo dei costi ai Comuni; o gli uffici sono utili e funzionali allo smaltimento dei processi, ed allora perché accollarne gli oneri ai Comuni intaccando così equilibri finanziari già precari, con un “giroconto” che non comporta alcun risparmio da considerare nella complessiva finanza pubblica.</p>
<p dir="ltr">La giustizia è un bene pubblico che non ha nulla a che vedere con le esigenze del mercato e non può consentire liberalizzazioni selvagge e rottamazione dei processi.</p>
<p dir="ltr">Altri sono i rimedi per ammodernare la giustizia e smaltire l’arretrato: reale (e veritiera) attuazione del processo telematico in tutti gli uffici giudiziari; reale (e veritiera) applicazione delle prassi virtuose già sperimentate in alcuni tribunali; previsione di manager della giustizia ed eliminazione degli sprechi: incremento delle risorse economiche (senza alcun indebita trattenuta del contributo unificato da parte del Ministero dell’Economia); varo di una legge delega al Governo per la riforma e l’implementazione dei giudici laici.</p>
<p dir="ltr">Mi preme infine sottolineare che non è assolutamente veritiera l’affermazione “Processo che pende processo che rende”. È vero il contrario: una giustizia rapida ed efficiente valorizza ancora di più il ruolo dell’avvocato che, insieme al giudice, è protagonista del processo. Con la celerità si rafforza il rapporto fiduciario con il cliente che trae soddisfazione dalla sua opera. Un processo lungo mortifica l’attività difensiva.</p>
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		<title>Change, senza clamori</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 18:49:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo La Scola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Geopolitica Militare]]></category>

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		<description><![CDATA[Il senatore americano Charlie Wilson, scomparso nel 2010, è stato l’ideatore della più grande covert war americana: Operation Cyclon. Durante la campagna militare sovietica in Afghanistan il sen. Wilson ha condotto una politica di finanziamento e rifornimento militare dei Mujahideen, i combattenti afgani che si ribellarono all’occupazione sovietica. Dopo la vittoria degli afgani sulla macchina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lnx.caffepoliticoletterario.org/wp-content/uploads/2012/04/change.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-360" title="change" src="http://lnx.caffepoliticoletterario.org/wp-content/uploads/2012/04/change-300x162.jpg" alt="" width="300" height="162" /></a>Il senatore americano Charlie Wilson, scomparso nel 2010, è stato l’ideatore della più grande covert war americana: Operation Cyclon. Durante la campagna militare sovietica in Afghanistan il sen. Wilson ha condotto una politica di finanziamento e rifornimento militare dei Mujahideen, i combattenti afgani che si ribellarono all’occupazione sovietica. Dopo la vittoria degli afgani sulla macchina da guerra sovietica, i finanziamenti per la ricostruzione del paese mediorientale furono negati e i campi profughi, che tanto avevano commosso il senatore Wilson (&#8220;I got involved when I saw the refugee camps&#8221;), rimasero. Lo stesso senatore commentò questo fatto con una frase alquanto suggestiva: “These things happened. They were glorious and they changed the world&#8230; and then we fucked up the end game”.<br />
Affinché non venga commesso lo stesso errore l’amministrazione Obama, dopo le vittorie di formazioni politiche islamiche nelle prime elezioni libere nei paesi della primavera araba, ha deciso di mettere da parte gli antichi odi per quelli che venivano considerati “radical Islamists”. Certo è che anche i movimenti arabi, solitamente antiamericani, hanno messo da parte questo loro sentimento e cercano un riconoscimento da Washington.<br />
Lo scorso dicembre, il senatore Usa Kerry e l’ambasciatrice americano in Egitto, Anne Patterson, hanno incontrato i vertici dei Fratelli Musulmani. Washington aveva in passato bollato il partito egiziano come movimento fondamentalista islamico; ma con la vittoria dei Fratelli Musulmani nelle prime elezioni libere dopo la cacciata del Presidente Hosni Mubarak, gli Stati Uniti hanno capito che una realpolitik che metta da parte scelte preconcette nei confronti del partito egiziano possa evitare la perdita di un alleato importante nello scacchiere mediorientale.<br />
Gli americani faranno la stessa cosa un giorno con Hamas e con la galassia dei movimenti pan-arabi?<br />
Certamente le cose si complicano se alla equazione aggiungiamo due variabili: Israele ed Iran. Il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, ha messo in guardia da ogni attacco all&#8217;Iran, facendo notare che ogni azione militare contro Teheran creerebbe &#8220;una maggiore instabilità nella regione&#8221;, di cui potrebbero essere vittime gli americani presenti in Iraq e i militari Usa presenti in Afghanistan. &#8220;L&#8217;Iran confina sia con l&#8217;Afghanistan che con l&#8217;Iraq &#8211; ha detto Carney &#8211; e noi abbiamo personale civile in Iraq. E abbiamo civili e militari in Afghanistan”. La stessa posizione ha espresso il Presidente Barack Obama in occasione della visita del Primo Ministro israeliano Benjamin Nethanyahu a Washington dello scorso mese. In quella occasione Obama ha dichiarato “crediamo che vi sia ancora una possibilità per una risoluzione diplomatica” ma ha aggiunto che gli Usa considerano “tutte le opzioni” nelle relazioni con l’Iran.<br />
La Casa Bianca si trova davanti ad un bivio: attaccare l’Iran porterebbe ad una esplosione di tutto il Medioriente, gettando le formazioni politiche islamiche della primavera araba tra le braccia di Teheran; mentre, non attaccare significherebbe “scontentare” lo storico alleato israeliano.<br />
Intrecciare delle relazioni con i movimenti e i partiti che stanno facendo cadere i regimi di quella area rappresenta un’opportunità imperdibile per Washington, perché isolerebbe il regime degli ayatollah e creerebbe le basi per una nuova relazione con i paesi arabi.</p>
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		<title>Risparmio risparmio risparmio</title>
		<link>http://lnx.caffepoliticoletterario.org/finanza/risparmio-risparmio-risparmio/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 14:41:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Livrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
		<category><![CDATA[Merkel]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio]]></category>

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		<description><![CDATA[Rispetto a qualche mese fa, la situazione europea  sembra migliorata. Ciò è dovuto al fatto che tutti i Governi hanno adottato una politica di austerità, anche fiscale, per migliorare le voci di bilancio spese, così come ha stabilito la Germania. Ricordiamo, però, come ha riportato lo Spiegel che la stessa Germania nel 2011 ha risparmiato solo il 42 % [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lnx.caffepoliticoletterario.org/wp-content/uploads/2012/03/RIGORE2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-350" title="RIGORE2" src="http://lnx.caffepoliticoletterario.org/wp-content/uploads/2012/03/RIGORE2-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Rispetto a qualche mese fa, la situazione europea  sembra migliorata. Ciò è dovuto al fatto che tutti i Governi hanno adottato una politica di austerità, anche fiscale, per migliorare le voci di bilancio spese, così come ha stabilito la Germania. Ricordiamo, però, come ha riportato lo Spiegel che la stessa Germania nel 2011 ha risparmiato solo il 42 % dei tagli alla spesa, degli 11.200 miliardi di euro che il governo  di coalizione della Merkel aveva previsto. Questo bilancio, definito imbarazzante sempre dallo Spiegel, sembra che anche per l’anno 2012 sia sin dai primi due mesi dell’anno in ritardo per il raggiungimento del risparmio annuale, fissato a 19,100 miliardi di euro. Si richiede austerità ma è altrettanto difficile anche per chi la richiesta l’ha fatta.</p>
<p>Un attento lettore potrebbe chiedere perché &#8220;sembra migliorata&#8221;e non migliorata? Tutti i leaders europei hanno agito con ritardo e con piccoli ed attenti passi al fine di non ledere troppo le loro carriere politiche e con un rigore  arrogante e direi quasi bigotto in nome del salvataggio di un sistema in caduta libera, determinata, non dimentichiamolo, dalla loro stessa incapacità di gestirlo negli anni.</p>
<p>Tale rigore sarà causa di nuovi problemi in Europa  se non si provvederà prontamente ad uno stimolo dell&#8217;economia, ove i Governi non dovrebbero solo tassare i cittadini, quelli più deboli, tramite l’implementazione di una politica tributaria espansiva, ma anche investirli in progetti per generare una crescita economica così come dell&#8217;occupazione.</p>
<p>Altrettanto sarebbe necessario anche provvedere ad una ristrutturazione dei sistemi finanziari mondiali.</p>
<p>Il Caffè Politico Letterario, da circa 10 anni, quindi in tempi insospettabili, ha combattuto per una Finanza Etica anticipando l&#8217;argomento oggi così discusso, ipocritamente, ormai da tutti.</p>
<p>Per i prossimi anni il CpL non parlerà più di etica, ma volgerà il suo sguardo al sociale. Tutto il circolo investirà il proprio impegno in maniera propositiva al fine di proporre partendo da quella finanza etica, per giungere ad una finanza votata al sociale.</p>
<p dir="ltr">I sistemi finanziari non dovrebbero e non dovranno essere più basati unicamente sui profitti, non si dovrà più leggere sui quotidiani di imprenditori che si suicidano perché  il Governo non stanzia delle linee di credito a loro sostegno, così come le banche si sporcano le mani di sangue di quei cittadini che hanno pagato le tasse ed hanno combattuto con dignità per difendere le loro imprese.</p>
<p>Non sono sinceramente convinto del motto che la  Merkel ripete a tutti i paesi europei: “risparmiare, risparmiare, risparmiare!”. Si potrebbe sostituire da “tagliare, tagliare, tagliare le spese militari; tagliare, tagliare, tagliare gli stipendi dei politici e parametrarli in rialzo o in ribasso ai risultati ottenuti; tagliare, tagliare, tagliare, le tasse alle pmi che risultano avere sempre pagato le tasse ed incrementarle a quelle che non le hanno mai pagate; tagliare, tagliare, tagliare le tasse a quelle banche che perseguono una finanza etico sociale, ed incrementarle a quelle che perseguono solo i propri interessi.”</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Oggi il reale pericolo di tale austerità e tagli è che, se protratta troppo a lungo, sarà una nuova recessione, non solo europea bensì mondiale, con un altissima possibilità di generare anche dei disordini sociali. Contemporaneamente  sarebbe necessario un dibattito pubblico europeo per restituire ai cittadini la propria centralità.</span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Sans Papiers</title>
		<link>http://lnx.caffepoliticoletterario.org/cultura/san-papiers/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 13:14:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Livrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[spettacolo]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lnx.caffepoliticoletterario.org/wp-content/uploads/2012/03/sanpapier.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-353" title="San Papiers" src="http://lnx.caffepoliticoletterario.org/wp-content/uploads/2012/03/sanpapier-300x177.jpg" alt="" width="300" height="177" /></a>Sans papiers uno spettacolo geniale ideato e recitatato da un altrettanto geniale attore Frédéric Lachkar. Opera di profonda analisi psicologica che tratta di temi attuali ma altrettanto complessi come quello della immigrazione in una terra quale la Francia, culla dei Diritti dell Uomo, che però la burocrazia politica molte volte calpesta. Condita dallo psicodramma di un figlio davanti alla presunta salma del padre immigrato ma da lui sempre sottovalutato nella sua dignità, il profondo flash back che fa rivedere all&#8217;attore principale, Frédéric, tutta la sua vita in alcuni momenti con la sofferenza del rimpianto in altri casi con la dolcezza di un figlio pentito di non essere riusciuto a dare al padre tutto cio che avrebbe dovuto. Tutto narrato a quattro formidabili emigrati, quattro provetti musicisti nello spettacolo ma anche nella vita trasformati dalla passione e dall&#8217; amore creativo di Frédéric in attori altretanto capaci. Musica, psicologia, vita e morte, sorprese e vero divertimento e convolgimento del pubblico null&#8217;altro da aggiungere se non un plauso alla genialità.</p>
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